04/02/2008

Domandandosi

Mi dico,mi interrogo,mi chiedo.
Quando siamo mai contenti?
E' nella natura dell'uomo volere più di quello che la ragione gli sussurra che può avere?
Credo di si,ma quanto rende più triste la nostra già misera condizione?
Non basta passare inosservati allo sgardo di miliardi di persone-o di quelle persone che incroci nel corridoio della tua scuola che a norma non ha nulla- per sentirsi frustati? No,dobbiamo anche desiderare più di quello che ci è concesso.
Patetico.
E' come avere la botte piena e la moglie ubriaca,è abbastanza impossibile.
Oggi a sentire parlare la Cabras la riflessione è nata spontanea,vogliamo vogliamo e nulla è mai come lo vorremmo. E che ci rimane allora?Sognare non se ne parla-tanto non si realizzano nella stragrande maggioranza dei casi.
Essere tristi?E che miseria,già siamo depressi di nostro...
Insomma,quando mai siamo contenti realmente?
Credo proprio di non saperlo. Perchè mentre ridiamo,mentre gioiamo,mentre scherziamo e siamo felici,ci sono troppe cose che sappiamo non avremo mai.
Arianna oggi era indispettita dal comportamento della Merli perchè voleva si facesse gli affari suoi sui problemi che ha. Eppure noi studenti non vorremmo avere un sostegno anche psicologico da chi ci forma,da chi ci da cultura,chi ci mostra un mondo in un'altra visione rispetto a quella dei genitori -e forzatamente neutra?
Bha,non l'ho capita,io sono grata che non abbiamo gente che ci guarda come macchine da far uscire tra uno o due anni e basta. Voglio lasciare un segno,almeno per gli anni che dovrò vederli ogni giorno e carpire da loro la conoscenza.
Così va bene,ma di certo non siamo contenti. Eh,no,vogliamo la nostra solitudine.
In certi casi è meglio crollare,davvero. C'è una certa soddisfazione nel sentirsi distrutti e poi comprendere che si torna di nuovo quelli di prima. Feedback positivo,lo chiamano in biologia. Ebbene,distruggiamo un equilibrio per uno nuovo,qualche volta serve.
La mia crisi no è finita,nossignore,mi sento ancora ansiosa e decisamente delusa di me stessa,eppure so quanto valgo in ogni caso,so che ho una testa,so quello che voglio. Sono cresciuta,non mi faccio più scrupoli.
oggi abbiamo iniziato il pensiero politico di Hobbes e mi da una bella carica. L'uomo,per natura,è portato a prevalicare sugli altri,non è un animale sociale e non ama i suoi simili. E' un puro egoista.
E quanto è rilassante essere egoisti.
E scegliere da chi si vuol essere prevalicati -e sono i pochi a cui il permesso è dato.
E Kaoru mi dice anche se sono Kurapika oggi...vorrei vedere lei,porcapaletta.
In ogni caso,se l'uomo non si accontenta,la soddisfazione è mera illusione?
Se l'uomo non guarda ai suoi limiti finirà per cadere nell'errore? Andrà in tilt?
Soffrirà?Perirà?Morirà insoddisfatto?
Non voglio amarezza,voglio fare quello che posso.
Il resto?Non ho potuto,e di che mi rammarico? Gioisco per quello che ho fatto.
E qualcuno mi ringrazi perchè l'ho fatto
postato da: Sacchan alle ore 14:35 | link | commenti
categorie: scuola, vita quotidiana

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Utente: Sacchan
Nome: Martina
Si è lasciata alle spalle l'adolescenza e i cosìdetti problemi. Ha trovato il suo cammino, la sua ispirazione e segue la sua Musa. Arte e inchiostro, ispirazione e foglio. Perennemente affamata di parole e ghirigori.

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